La risalita dalle acque profonde

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La risalita delle acque profonde

Pietro Pasquetti – Silvia Jop

(Italia)

Tra i frammenti di una città ricostruita sopra alle macerie di un disastro, nell’eco di una catastrofe che non si è mai del tutto consumata, Upwelling, un’onda che nasce dal fondo del mare, porta gli abissi in superficie. In un’apparizione continua di personaggi, che si muovono come satelliti di un universo vivo e inaspettato, si raccolgono i tentativi di resistenza e di rivitalizzazione che sfuggono alle consuetudini storiche di una città deteriorata e immobile.

Siamo a Messina, una città che è stata completamente ricostruita a seguito di una delle più devastanti catastrofi naturali del Novecento. È qui che abbiamo vissuto per due anni, provando a stabilire un’intesa profonda con le persone, che poi sarebbero diventate personaggi, di questo film. In upwelling è costante la ricerca di una relazione tra il concetto di catastrofe e quello di risalita.

Among the fragments of a city rebuilt on the ruins of a disaster, in the echo of a catastrophe that has never entirely subsided, Upwelling, is a wave that comes from the bottom of the sea and brings the deep waters to the surface. A whole party of characters keeps appearing throughout the film, moving like satellites around a living and unexpected universe: they represent the attempts to resist against and revitalize the historical traditions of a deteriorated and static city.

We are in Messina, a city that has been totally rebuilt after one of the most devastating natural disasters in the twentieth century. This is where we have been living for two years, trying to establish a deep intimacy with the people who would later become the characters in this film. In Upwelling, there is constant search for a connection between the concept of catastrophe and the notion of ascending.

Pietro Pasquetti

Nel 2006 ha conseguito il diploma di Regia del documentario presso l’accademia del cinema e della televisione di Roma a Cinecittà. Frequenta il Master in Film-maker “il documentario come sguardo” a Venezia. Firma la suo opera prima con il documentario ‘Roma Residence’, in concorso al Torino Film Festival nel 2007 e numerosi altri festival. Lavora alla realizzazione di documenti audiovisivi di attualità per fondazioni cinematografiche. La sua seconda opera, “Il Vangelo secondo Maria”, è un documentario su una famiglia Rom aristocratica divenuta sedentaria ed evangelista. Presentato al Torino Film Festival nel 2009 ha ottenuto la qualifica di film d’essai da parte del Ministero dei Beni Culturali. Nell’ultimo periodo si è dedicato alla realizzazione di un road movie sull’atto di creazione nel mondo dei maestri della ceramica, adesso in fase di montaggio.

He received his degree in Documentary Film Direction from the Accademia del cinema e della televisione di Roma a Cinecittà (The Rome Academy of Film and Television at Cinecittà). He took the Masters class in Filmmaker, The Documentary as a View, in Venice. He directed his first documentary Roma Residence that was in competition at the Torino Film Festival in 2007 and numerous other film festivals. He develops audiovisual current event material for film foundations. His second documentary, Il Vangelo secondo Maria is about an aristocratic Rom family that becomes sedentary and Evangelist. It was presented at the Torino Film Festival in 2009 and received the status of art film by the Ministry of Cultural Heritage. Recently, he has been working on a road movie on the act of creation around the world by masters of pottery that is currently being edited.

Silvia Jop

Laurea Magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università di Siena con una tesi in Etnologia Europea sul diritto d’Asilo in Italia. Ideatrice e curatrice del testo “Com’è bella l’imprudenza” dedicato alle autobiografie brevi dei teatri occupati in Italia e del progetto #imprudenze2013: ricerca itinerante condotta all’interno dei teatri occupati nel corso della primavera 2013. Dopo aver svolto diverse attività presso l’ufficio stampa della Biennale di Venezia, ha coordinato la rivista di approfondimenti lavoroculturale.org, ha lavorato come social media manager presso la Fondazione lettera27 e come ufficio stampa presso la casa editrice Mimesis. Nel 2016 ha realizzato, assieme al regista Pietro Pasquetti, il documentario UPWELLING, la risalita delle acque profonde. Nel 2017 ha curato la realizzazione del film documentario “Lievito Madre” di Concita De Gregorio e Esmeralda Calabria presentato alla 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e andato in onda su Rai3 e nato dal progetto, di cui è stata coordinatrice, “Cosa Pensano Le Ragazze” realizzato in collaborazione con Repubblica.it. Oggi responsabile comunicazione presso Filmmaker Festival e direttrice artistica del programma culturale Isola Edipo 2017 in occasione della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

She received her degree in Cultural Anthropology and Ethnology at the University of Siena with a thesis on European Ethnology on the Right to Asylum in Italy. She is the Editorial Coordinator of the blog, lavoroculturale.org. She conceived and edits, Com’è bella l’imprudenza, a book dedicated to brief autobiographies of theaters in Italy occupied by squatters and the project #imprudenze2013: an itinerant study that takes place in occupied theaters along the entire peninsula during the Spring of 2013. Currently she is Social Media Manager at the Fondazione lettera27 and is involved in the development of the project Cosa Pensano Le Ragazze, produced by Dora Maar in collaboration with Repubblica.it.