Giuria 2026 - I Magnifici

ERIKA ROSSI (Italia)

“Da vicino nessuno è normale”... Nata a Trieste nel 1974, si è laureata in Scienze della Comunicazione e ha poi conseguito un master in sceneggiatura all’Università Cattolica di Milano. Dopo una lunga esperienza come autrice per RaiTre, dal 2008 si dedica al cinema del reale, con particolare attenzione ai temi della salute mentale, della cura e dell’inclusione sociale. Selezionata per prestigiosi programmi internazionali come Eurodoc, Archidoc e Berlinale Talents, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Solinas e il suo Grant per lo sviluppo. Nel 2019 ha fondato Ghirigori, società di produzione specializzata nel documentario creativo. Tra i suoi film più noti: Trieste su Basaglia, Il viaggio di Marco Cavallo, Ogni anima del mio corpo e La città che cura, presentati nei principali festival internazionali e trasmessi da emittenti europee e internazionali. Dal 2021 è formatrice esperta del Piano Nazionale Cinema per la Scuola. Il suo ultimo documentario, Noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza (2025), ha vinto il Premio del Pubblico al PerSo Film Festival e il Premio come Miglior Lungometraggio al Film Festival del Garda.

RONNIE RAMIREZ (Cile)

"O inventiamo, o falliamo" (Simón Rodríguez). Di origine cilena, Ronnie Ramirez ha studiato direzione della fotografia all’INSAS e ha partecipato a numerosi film, collaborando con registi del cinema indipendente. Ha inoltre realizzato diversi documentari, pluripremiati in festival internazionali. Ricordiamo Les fantômes de Victoria (Cile), Un monde absent (Cile), Campus Kassapa (Congo), Palestine- ceux qui gardent la clef. Il suo lavoro si distingue per un approccio umanista e di critica sociale. Parallelamente, ha sempre affiancato pedagogia professionale ed educazione popolare. Ha inoltre fondato ZIN TV, un media audiovisivo online di partecipazione cittadina, che ha animato per dodici anni nel contesto associativo. Dal 2021 si dedica al festival Kinolatino, continuando la pedagogia del cinema e i suoi progetti cinematografici.

GINA ANNUNZIATA (Italia)

"Il cinema è un'arte del presente. Non parla di ieri né di domani — parla di oggi!" Sarah Maldoror. Gina Annunziata (PhD in Visual Studies) insegna Storia del Cinema presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove coordina la Scuola di Cinema, Fotografia e Arti Audiovisive. Studiosa e critica, lavora come curatrice dal 2007, collaborando con istituti di cultura stranieri, festival nazionali e internazionali. La sua ricerca si muove tra il cinema muto, la rappresentazione dell'alterità arabo-musulmana, il cinema mediterraneo e africano, il cinema femminista, con particolare attenzione alle questioni di genere, autorialità, spettatorialità e alla dimensione politica della pratica filmica. Ha contribuito con saggi e articoli scientifici a cataloghi di festival, riviste accademiche e pubblicazioni scientifiche. Come curatrice, ha curato retrospettive e rassegne cinematografiche dedicate, tra gli altri, al cinema tunisino, al Terzo Cinema e all'opera di Jean-Luc Godard, Béla Tarr, Mohsen Makhmalbaf, Chantal Akerman e Krzysztof Kieślowski. È cofondatrice, insieme a Gianluca Riccio, dell'Osservatorio Artinmove, centro di ricerca, formazione e produzione artistica presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dedicato al cinema espanso. Dal 2021 è esperta formatrice per il Piano Nazionale Cinema per la Scuola, programma nazionale promosso dai Ministeri della Cultura (MIBACT) e dell'Istruzione (MIUR). Dal 2011 è membro della Consulta Universitaria del Cinema (CUC).

ALEXANDRE LEVARAY (Francia)

"If i live too long, i'm afraid i'll die / (Se vivo troppo, ho paura che morirò)" tratto dalla canzone "Strangers" dei The Kinks. Alexandre Levaray nasce nel nord della Francia nel 1991. Appassionato di cinema fin dall'infanzia, muove i primi passi con un tirocinio presso il cinema della sua piccola città. Decide poi di intraprendere studi cinematografici, conseguendo una laurea specialistica in teorie e pratiche artistiche. Negli stessi anni diventa un frequentatore assiduo del Festival del Cinema di Amiens (FIFAM), rassegna dedicata al cinema indipendente e marginale. Vi entra come collaboratore nel 2016, inizialmente come responsabile dell'ufficio stampa, imparando sul campo i tanti micro ingranaggi che fanno vivere un festival. In seguito diventa programmatore accanto a Marie-France Aubert, affinando uno sguardo attento a tutte le forme del visivo e ai cineasti emergenti. Il suo approccio rifiuta l'elitarismo e punta a costruire ponti tra le arti e tra i pubblici. Nel 2025 viene nominato direttore artistico del festival. Nel 2021 pubblica Le Cinéma, un pays sur la carte du monde, un libro che intreccia la storia del Festival di Amiens con le politiche culturali francesi e la nascita, negli anni Ottanta, dei festival specializzati in cinema asiatico, africano e sudamericano. Dal 2023 co-gestisce Le Drame, un cinema associativo e no profit con una vocazione alternativa e attivista, dedicato ai cineasti locali e alla sperimentazione. Nel tempo libero si esibisce come DJ con lo pseudonimo di DJ La Belle Affaire.

ROCH TRAN (Belgio)

"Impose ta chance, serre ton bonheur et va vers ton risque. A te regarder, ils s’habitueront" - (Imponi il tuo destino, stringi la tua felicità e vai verso il tuo rischio. A guardarti, si abitueranno), René Char. Roch lavora presso il Centro del Cinema e dell’Audiovisivo della Federazione Vallonia-Bruxelles, dove coordina il segretariato delle commissioni di sostegno al documentario. In pratica, verifica l’ammissibilità dei dossier, sintetizza le deliberazioni in pareri ufficiali e risponde con pazienza alle domande - e talvolta alle delusioni - di produttori e produttrici, un esercizio che nel settore richiede una certa maestria. Da diversi anni accompagna l’emergere del documentario francofono belga, dai film più intimi a quelli più politici, assicurandosi che ogni progetto venga valutato con rigore, equità e umanità. Nathalie e Turi possono confermarlo! Per raggiungere questa giuria, Roch ha scelto di partire da Bruxelles in motocicletta, un dettaglio che racconta bene l’intensità con cui affronta le cose. Dopo un’infanzia e un’adolescenza trascorse in Africa subsahariana, ha iniziato la sua carriera realizzando e producendo documentari. Ha poi trascorso cinque anni in Burkina Faso, coordinando la creazione di una scuola di cinema a Ouagadougou. Rientrato in Belgio, si è dedicato alla promozione del cinema belga e del documentario prima di approdare, nel 2022, alla Commissione Cinema. Dopo aver esaminato centinaia di progetti e partecipato a innumerevoli ore di deliberazione, pensa di aver sviluppato un buon fiuto per distinguere una vera proposta cinematografica da un dossier semplicemente ben costruito. Dice “pensa”, perché nel documentario la certezza resta una merce rara.

MICHEL KHLEIFI

Padrino della nostra 17ma edizione

Michel Khleifi, nato nel 1950 in Israele da una famiglia arabo-palestinese, lascia il suo paese nel 1970 per lavorare alla Volkswagen in Germania. Durante il viaggio, si stabilisce in Belgio e studia regia teatrale, radio e televisione all’INSAS di Bruxelles, ottenendo il diploma nel 1977. Nel 1980, ritorna nella sua regione natale per realizzare il documentario Al Dhakira al Khasba [La Memoria Fertile], il primo lungometraggio girato in Cisgiordania palestinese. Nel 1987, realizza Urs al-Jalil [Matrimonio in Galilea], un film sul conflitto israelo-palestinese, primo film palestinese selezionato al Festival di Cannes, dove vince il Premio della critica internazionale. La Cinémathèque royale de Belgique ha restaurato diversi suoi film, tra cui Ma’loul fête sa destruction (1985) e Il Racconto dei Tre Diamanti (1994). I film di Khleifi, che mescolano documentario e finzione, esplorano la vita sotto occupazione e la memoria collettiva palestinese, segnando una svolta nella storia del cinema palestinese.

La Giuria Giovani

Roman Iannetta

ROMAN IANNETTA (Belgio)

Sono nato e vivo da sempre a Bruxelles, la città in cui ho svolto tutti i miei studi secondari. In seguito ho iniziato un corso di Storia dell'arte all'Università Libera di Bruxelles (ULB), interrotto per dedicarmi a studi artistici che sto attualmente proseguendo all'ERG (École de Recherche Graphique), nella sezione di Fotografia. Il documentario è per me una fonte costante di domande, su me stesso e sul mondo. Potermi unire a voi sarebbe certamente l'occasione per nuovi incontri e scambi preziosi.

Fortunata

FORTUNATA DI PAOLA (Italia)

Sono una ragazza di 24 anni che abita ai piedi del Monte Faito. Ho appena conseguito la Laurea Magistrale in Insegnamento del francese, grazie alla quale ho avuto l'opportunità di vivere a Bordeaux per un anno. Mi interessano le lingue, le culture e le letterature del mondo. La mia più grande passione è la lettura, che mi accompagna fin dall'infanzia. Sono una persona curiosa, amo incontrare, porre domande e confrontarmi con nuove persone. Il Faito Doc Festival mi sembra una opportunità da non mancare.

Federico Durante

FEDERICO DURANTE (Italia)

Laureato in European Studies all’Università di Maastricht, mi occupo di comunicazione politica, media relations e campagne elettorali europee. Ho collaborato con Volt Europa e con Comin & Partners, coltivando parallelamente un forte interesse per il cinema, la scrittura e le dinamiche di comunità come strumenti di dialogo e partecipazione collettiva. Il cinema ha sempre rappresentato per me una forma di conversazione resa accessibile, intima e aperta alle interpretazioni di tutti. In questo senso, mi trovo oggi in un momento di forte desiderio - e forse anche bisogno - di comunità, come quella che il Faito Doc Festival sembra riuscire a creare.

Lylo Jacquemin

LYLO JACQUEMIN (Belgio)

Il cinema accompagna il mio percorso fin dall’infanzia, da quando ho scoperto il potere trasformativo delle immagini e del montaggio. Attraverso gli studi nelle scuole d’arte ho sviluppato uno sguardo critico e una sensibilità profondamente legata al documentario come strumento per interrogare il reale e mutarlo in poesia. L’incontro col Faito Doc Festival mi apre le porte verso un cinema vissuto come esperienza collettiva e umana. I temi della comunità e della memoria attraversano il mio lavoro e il mio modo di guardare il mondo. Entro a far parte del Jury Jeunes del Faito Doc con uno sguardo curioso e profondamente appassionato al cinema del reale.

Noé Pestiaux

NOÉ PESTIAUX (Belgio)

Giovane fotografo e appassionato di football, vive e studia a Bruxelles all’ERG. Sempre attratto dalle lingue, dalle culture e dalle storie del mondo, crede fermamente che il documentario sia un arte politica e sociale, capace di rendere visibile l’invisibile. Sogna di realizzare un film che esplori il lato politico e sociale dello sport del calcio: le periferie, le migrazioni, le lotte di classe e le identità che si incontrano attorno a un pallone. Curioso, impaziente e profondamente umanista, porta avanti la sua ricerca, con lo sguardo sempre rivolto al campo di football e al mondo.

Mailys

MAÏLYS FINOCCHIARO (Belgio/Italia)

Sono una studentessa di 19 anni, formata al teatro dal 2013 attraverso corsi, laboratori e stage, con il desiderio di entrare in Conservatorio o in una grande scuola d’arte drammatica. Cresciuta in un ambiente artistico e internazionale, sviluppo il mio percorso tra recitazione, presenza scenica e presa di parola, affiancando esperienze nell’animazione e nell’organizzazione di eventi. Aperta alle esperienze nelle arti dal vivo e in altri ambiti, considero l’esperienza della Giuria Giovani un’occasione preziosa di confronto e scoperta, capace di arricchire il mio percorso umano e artistico.

Alberto Cugini

ALBERTO CUGINI (Italia)

È un giovane sound designer che cerca di trasformare l’ascolto in una forma di sguardo. Dopo gli studi allo IED e oggi al Master in Sound Design all’Università di Tor Vergata, ha scoperto nel suono uno spazio sensibile dove silenzi e rumori raccontano il reale. Per lui il cinema non si guarda soltanto: si attraversa con le orecchie, come un’immersione dentro il mondo. Entrare nella Giuria Giovani del Faito Doc Festival significa incontrare storie, persone e sensibilità da condividere. Curioso e attento all’ascolto, crede in un cinema del reale capace prima di tutto di sentire il mondo.

Tadzio Bouffardin

TADZIO BUFFARDIN (Belgio)

Giovane attore formatosi al Conservatoire royal de Bruxelles, sviluppa il suo percorso tra teatro contemporaneo, lavoro collettivo e ricerca scenica. Attraverso la recitazione esplora il corpo, la presenza e il rapporto con gli altri come strumenti per interrogare il reale. Attento alle forme di creazione condivisa, vede nel Faito Doc Festival uno spazio di ascolto, trasformazione e incontro. Il cinema documentario lo interessa per la sua capacità di far emergere fragilità, memorie e umanità spesso invisibili. La Giuria Giovani è per lui un modo di attraversare nuovi sguardi e comunità artistiche.

Leonardo Cocuzza

LEONARDO COCUZZA (Italia)

Diciassettenne, Leonardo frequenta il quarto anno dell'IIS Bodoni-Paravia di Torino, dove il cinema è diventato il centro del suo sguardo sul mondo. Attratto sia dai mestieri tecnici che dalla scrittura cinematografica, sviluppa una forte attenzione per le immagini e il racconto audiovisivo, coltivata anche grazie al nonno, ex dirigente Rai e animatore di cineforum. La formazione teatrale gli ha affinato il senso del corpo, della mimica e dell'improvvisazione, elementi che ritrova nel cinema documentario e nella sua capacità di raccontare il reale. Motivato, considera la Giuria Giovani un'occasione di crescita e scoperta.

La Giuria Il Camino

La giuria del Camino è composta dai residenti dell’omonima comunità, luogo di riabilitazione dalle dipendenze, uno spazio dove ritrovarsi.
Il Festival dà loro la possibilità di sperimentarsi con un contesto totalmente nuovo e contemporaneamente li mette in relazione con persone e realtà inusuali.
L’arte del cinema e la relazione con l’Altro divengono fortemente terapeutiche e ne scaturisce uno scambio che, però, risulta equo; anche gli Altri risultano arricchiti dalle storie dei ragazzi della comunità.

La Giuria del Faito Doc Camp

Il cinema è generoso perché si apre a tutti, anche ai non addetti ai lavori. Proprio così nasce la giuria del Faito Doc Camp: dalle reazioni, dalle impressioni e dalle emozioni suscitate nelle campeggiatrici e nei campeggiatori durante le proiezioni dei 10 cortometraggi delle Scuole di Cinema. Dal 2024 il premio è intitolato a Maurizio Somma, fondatore dell’Asharam Santa Caterina, uomo di pace e nonviolenza.

La Giuria Cinemare

Quest’anno, i membri della Giuria che vota il miglior film della Competizione italiana saranno i programmatori della rassegna Cinemare Vico, un‘arena cinematografica all’aperto organizzata con Legambiente, che mira ad avvicinare la cittadinanza e i visitatori ad importanti tematiche sociali come i diritti, l’integrazione e la legalità, grazie al cinema.

I PREMI

I PREMI assegnati dalla Giuria I Magnifici e dalla Giuria Giovani sono opere di Cricou

 

Christian Courtois, è creatore di oggetti insoliti, ad ogni edizione Cricou dà vita ad una opera originale in collegamento con il tema del Festival. Inventore appassionato ama condividere la sua visione delle cose con umorismo e fantasia, trasforma e fa rinascere qualunque oggetto ch’esso sia rotto, abbandonato o gettato via. É l’inventore dei Premi Faggio Doc. I premi andranno al miglior Lungometraggio, al miglior Cortometraggio votato dalla Giuria Internazionale e al miglior Corto e al miglior lungo votato dalla Giuria Giovani. 

 

 

L’Associazione ProFaito Onlus che opera per la salvaguardia ecologica ed ambientale del Monte Faito nonché quale patrimonio paesaggistico e bene culturale offrirà una targa per il Premio del Pubblico.

Il Centro Terapeutico il Camino attraverso una loro Giuria assegna ai migliori film cortometraggi uno o due premi da loro creati.

Il Faito Doc Camp attraverso una loro Giuria assegna un premio al loro film più amato di tutto il Festival.

Il Premio Ottica Sacco è assegnato dalla Giuria dei Magnifici e andrà allo sguardo più acuto.

In questa edizione per la prima volta verrà assegnato :

Il Premio del Comune di Vico Equense al miglior film Italiano del Festival attribuito da Chiara Guida di cinefilos.it con la collaborazione del Forum dei Giovani di Vico Equense.