Il Festival

L’originalità del Faito Doc è nella congiuntura di un luogo “naturalmente cinematografico” con la settima Arte, nutrito da uno spirito di allegra fraternità che raggiunge il partecipante, attore o spettatore dell’evento, rendendolo protagonista di una festa culturale. Autori e registi giungono da tutto il mondo con una propria visioni del reale, per presentare il loro film.

Il festival ha seminato in sedici anni un patrimonio di idee e di valori che hanno ridonato una rilevanza culturale al Monte Faito rigenerando anche lo spirito del territorio e stimolando buone energie e nuove attività sul posto. Il Faito è un luogo extraurbano, un Parco naturale situato a 1.131 metri sul mare che abbraccia due golfi, di fronte alla baia di Napoli, il Vesuvio, le isole di Capri, Ischia e Procida… è un paesaggio impregnato di nostalgia, che appare e scompare nelle nuvole. 

Le virtù sensoriali di questo monte sul mare si prestano a dar vita a proiezioni di documentari di creazione, a proporre incontri e dibattiti, a confrontare sguardi e punti di vista forti e personali sul come raccontare la realtà nel cinema. Il belvedere e la luce cangiante diventano contemporaneamente e grazie al cinema un bel vedere sul mondo nel quale viviamo.

Giunto alla sua XVIII edizione, il Faito Doc perseguita il suo scopo di rivelare e valorizzare nuove forme di linguaggi cinematografici per narrare la realtà. Dal cinema diretto all’animazione, dal cinema dell’intimo allo sperimentale, il festival svela al pubblico le qualità del documentario d’autore, genere tutt’ora troppo poco distribuito. Come ogni anno riunisce attorno a una tematica universale, film documentari provenienti da ogni parte della terra. Dopo «Fratellanza», «Rinascita», «Passione», «Identità », «Follia», «Movimento», «Empatia», «Ebbrezza » «Ritorno», «Orizzonti», «Vertigine», «Ritmo», «Metamorfosi I» nel 2020, «Metamorfosi II», «Evasioni» e “Diversità”; “Roots”, “Contatto” sarà il tema del festival 2025 accrescendo e analizzando cinematograficamente i cambiamenti che tutt’ora viviamo nella nostra società.

     E’ cresciuto anche il numero di giovani desiderosi di aderire all’evento e l’area di campeggio : il  FAITO DOC CAMP che si costituisce durante la manifestazione intorno alla “Casa del cinema” ne sono una bella prova. La partecipazione al  FAITO GIOVANI, laboratorio artistico e cinematografico per ragazzi dai 7 ai 17 anni e le  passeggiate sensoriali e naturalistiche  per i sentieri del Monte sono sempre più ambite.

Il Faito Doc Festival è una delle mete degli appassionati di cinema del reale e molti registi stranieri oltre che italiani iscrivono la loro opera a uno dei Bandi, sperando di essere selezionato nelle competizioni internazionali.
E’ cresciuto anche il numero di giovani desiderosi di aderire all’evento. L’area di campeggio Faito Doc Camp che nasce per il festival intorno alla “Casa del cinema” grazie agli Amici della Filangieri di Castellamare, ne è una bell’esempio. Il Faito Doc Festival mantiene in ogni edizione le qualità di empatia e condivisione e propone al pubblico un assaggio del meglio del documentario d’autore internazionale creando l’incontro con i registi e/o i protagonisti dei film. Il festival tematico permette di approfondire e riunire con molteplici aspetti una domanda universale.

Il Festival si avvale di :

– Una Giuria Tecnica e Internazionale  di professionisti (La Giuria dei Magnifici)
– e di 4 Giurie Popolari :
        – La Giuria Internazionale dei  Giovani,
        – La Giuria il Camino,
        – La Giuria della CPS, 
        – La Giuria del Doc Camp.

Il Comitato d'Onore

Abdallah Al-Khatib: Regista, produttore, Alice Diop: Regista, documentarista sociale, Alexandre Cornu: Produttore, regista, Antonio Borrelli: Produttore, distribuzione, Antonio Capuano: Autore, regista, Antonio Maiorino: Storico del cinema, critico, Antoine André Maestrati: Montatore, regista, Babak Karimi: Attore, regista, critico iraniano, Carine Bratzlavsky: Produttrice, commissioning editor, Chantal Fischer: Produttrice, critica, Eduardo Fracchia: Critico, saggista, Elisa Frascà: Autrice e Regista teatrale, Emmanuel Tagnard: Regista, autore, commissioning editor, Enrica Fico Antonioni: Produttrice, moglie di Michelangelo Antonioni, Farzad Mouloudi: Regista, sceneggiatore, Firouzeh Khosrovani: Regista, documentarista, Giogiò Franchini: Montatore, regista, Geneviève Morand: Coordinatrice di produzione, Hugues Le Paige: Critico, storico, regista, Isabelle Rey: Autrice, regista, Jorge Léon: Regista, sceneggiatore, direttore della fotografia, Lorenzo Cioffi: Regista, documentarista, Lorenzo Hendel: Sceneggiatore, drammaturgo, commissioning editor, Luciano Barisone: Produttore, autore, operatore culturale, Magdalena Mądra: Critica, curatrice di mostre, fotografa, Marc Innaro: Giornalista, Maria Shevtsova: Critica teatrale, docente, Massimo Iannetta: Autore, regista, operatore culturale, Maryline Watelet: Produttrice, autrice, operatrice culturale, Michel Baudour: Direttore della fotografia, professore emerito, Michel Khleifi: Autore, regista, professore emerito, Nina Toussaint: Autrice, regista, operatrice culturale, Olivier Smolders: Regista sperimentale, videoartista, Omar Suleiman: Attore, drammaturgo, Palmyre Badinier: Produttrice, docente, Pasquale Misuraca: Critico cinematografico, saggista, regista, Paolo Civati: Regista, documentarista, Perrine Robert: Artista radiofonica, commissioning editor, Rudi Maerten: Montatore, regista, docente, Simone Fenoil: Curatore, critico, Tarek Ben Abdallah: Direttore della fotografia, Thierry Garrel: Documentarista, produttore, commissioning editor, Valentina Girodo: Montatrice, Valérie Gerbault: Artista visiva, operatrice culturale, Waddah Al Fahed: Regista, Wojciech Staroń: Regista, direttore della fotografia.